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giovedì, maggio 10

Phantomatica, il rock visto da vicino: esce l'album “Look Closer”


Energia, cuore e carattere nell'esordio della band marchigiana, già protagonista di numerosi live tra cui una prestigiosa apertura ai Guano Apes in Russia. Un rock introspettivo con vene psichedeliche che passa dal grunge a sfumature gotiche convergendo in un sound che promette di emozionare in modo diretto.

Genere: Alternative rock
Label: Autoproduzione

Streaming https://open.spotify.com/album/2Yec6ghFC906W4Rqp9wmdI

Dal 5 aprile 2018 è disponibile su tutti i principali digital stores Look Closer, album d'esordio dei Phantomatica. L'uscita è anticipata dal singolo Drop It, che mostra subito, al primo impatto, l'energia, il cuore, il carattere e la potenzialità di questa nuova rock band, già in grado però di farsi apprezzare sui palchi internazionali, su tutti quello della A2 Arena di San Pietroburgo in una prestigiosa apertura nel maggio 2015 ai celebri rockers teutonici Guano Apes.


I Phantomatica (Daniele Tipo - chitarra e voce; Stefano Sabbatini - chitarra solista; Marco Grilli – basso; Ivan Bufalari - batteria) scrivono le proprie canzoni in inglese non perché “è più figo” ma perché, come racconta Daniele, “è sempre stato il mio sogno cantare nella lingua di Sua Maestà. Fin da adolescente mi hanno ispirato artisti come U2, Red Hot Chili Peppers, Smashing Pumpkins, Jane's Addiction, Queens Of The Stone Age, Velvet Underground, Pearl Jam, Nirvana, Pixies, Muse, Cure, Sonic Youth e molti altri che hanno contribuito a un'epoca musicale irripetibile.”
Quello che ne deriva è un mix di generi che vanno da morbide ballate melodiche fino a sonorità quasi punk/hardcore/metal, ma che mantengono sempre un filo conduttore nello stile. Il nome stesso della band richiama al desiderio di sfuggire da ogni identificazione, come spiega Daniele:

Viviamo in un'epoca dove, per via delle costanti e numerose distrazioni, la capacità di concentrarsi è diminuita al punto che stiamo perdendo quella di scoprire cosa c'è oltre la superficie delle cose. Di conseguenza tutto viene giudicato ed etichettato velocemente, da qui anche la scelta di intitolare l'album Look Closer”.

Per quanto riguarda le registrazioni, la produzione e il mixaggio, i Phantomatica si affidano alle capacità di Fabio De Sanctis (ex cantante degli Ego, una band elettronica degli anni '90 in cui militava anche Max Gazzè al basso) che fu prodotta da Howie B (lo stesso di "POP" degli U2 e Bjork per intenderci) e con il quale lo stesso De Sanctis a distanza di anni ancora collabora, spingendo cosi i Phantomatica verso orizzonti più elettronici e moderni.
Ne risulta un rock introspettivo con vene psichedeliche che passa dal grunge a sfumature gotiche convergendo in un sound capace di emozionare in modo diretto.
Dopo aver autoprodotto il loro primo EP nel 2014 "In Musica Veritas" hanno l'opportunità nel 2015 di esibirsi a San Pietroburgo alla A2 Arena suonando da spalla ai Guano Apes, band rock tedesca di fama mondiale. Vincono nel 2016 il concorso nazionale "Bandiamo" organizzato dall'etichetta Centrorecords.

Storico Concerti
22.12.17 @ Heartz Club
11.12.17 @ Loop Club
6.12.17 @ Mamiwata, Pescara
4.9.17 @ La Baita, Urbisaglia (MC)
6.4.17 @ Duma, Macerata (MC)
21.5.15 @ A2 Arena – Supporting Act for Guano Apes - San Pietroburgo, Russia



Tracklist
1. Drop It
2. Impossible Possibility
3. Revelation
4. Phony Tail
5. Bittersweet Pain
6. Bittersweet Pleasure
7. Sailor
8. Nosedive
9. Mr. Nobody
10. I'm Not The Only One


Biografia
Phantomatica è un gruppo rock alternativo originatosi nel 2009 a Civitanova Marche (MC). Con una formazione classica composta da voce, due chitarre elettriche, basso e batteria, nasce subito con l'intenzione di fare nuova musica inedita che comincerà a vedere la luce alla fine del 2010. Mentre lavora pazientemente per creare una propria identità rock , il quartetto si fa le ossa suonando nei principali locali della provincia proponendo un repertorio non proprio convenzionale per le aspettative del territorio maceratese esibendosi con cover di gruppi come Pixies, Pearl Jam, Smashing Pumpkins, Nirvana, Echo & The Bunnyman, Clash, Radiohead, Motorhead, Metallica e molti altri. Le canzoni inedite che cominciano ad emergere si rivelano essere proprio di un mix di tutte quelle band ma senza essere in qualche modo uguale o troppo simile a nessuna di loro. Nel 2012 la band marchigiana inizia già a farsi notare ottenendo il terzo posto al concorso Homeless Rock Fest e nel 2014 dopo anni di duro lavoro arriva finalmente il primo EP "In Musica Veritas" ottenendo ottimi riscontri dal pubblico.
Il 2015 è un anno importante che sembra segnare una svolta per la band che riesce a suonare sul prestigioso palco della A2 Arena di San Pietroburgo in apertura al concerto di una famosa rock band tedesca, i Guano Apes.
L'anno successivo, il 2016 premia la band come 1° classificata al concorso online "Bandiamo" organizzato dall'etichetta Centrorecords, sempre a testimonianza di un ottima considerazione da parte di chi viene spesso chiamato a dare una valutazione oggettiva delle qualità di una band.
L'uscita del primo album in studio è fissata il 5 aprile 2018, anticipata il 19 marzo da quella del primo video-single “Drop It”.


Contatti
antipop.project@gmail.com
Frank Lavorino 3396038451

lunedì, dicembre 4

La forma delle nuvole, il nuovo album del cantautore Ruggero Ricci


La Forma Delle Nuvole”, nuovo album di Ruggero Ricci.

Il ritorno del cantautore romagnolo è segnato da un disco dalle liquide sonorità electro pop fondato sull'ideale di libertà: di scegliere, ma soprattutto di interpretare la realtà che ci circonda, la scelta di una prospettiva arbitraria che rende ogni cosa mutevole. Nelle nuvole ognuno di noi può elevarsi e vederci ciò che desidera. Si torna bambini, si galleggia nella semplicità e si fantastica in una dimensione onirica, quasi fiabesca.


Genere: pop / electro / cantautorato
Label: PMS Studio
Release Date: 02.12.2017




Un intenso e appassionato lavoro ha coronato la realizzazione del nuovo album del cantautore Ruggero Ricci.

Prodotto dalla PMS Studio, è disponibile su tutti i digital store dal 2 dicembre 2017 con una fitta programmazione di presentazione live:

11/11/2017 @ Teatro Rosaspina Montescudo (RN ), ospite di Sugar Free Party
17/11/2017 @ Teatro del Navile Bologna, ospite e giurato alla Rassegna Cantautori “Bologna una Città per Cantare”.
18/11/2017 @ Locale Ai Pioppi Lido di Savio ( RA )
03/12/2017 Centro ESP (RA) - Showcase Album con firmacopie e presentazione live con band
16/12/2017 Sala Polivalente - Idea soc. Coop Gambettola (FC) Concerto di Natale
17/12/2017 @ Chiribilli Art Cafè Bagnacavallo (RA)
14/01/2018 @ Le Maioliche Faenza (RA) Showcase Album con Firmacopie e presentazione live con band


La forma delle nuvole contiene 16 brani inediti scritti da Ruggero Ricci e segna a livello di contenuti un cambiamento rispetto al suo primo album Contrasti del 2014: certe metafore inserite volutamente, l'utilizzo mirato di cori e seconde voci avvicinano l’ascoltatore ad autori come Federico ZampaglioneNiccolò Fabi Giuliano Sangiorgi, dove la ricerca è sempre accompagnata dalla vocalità e dal rispetto del suono.


Il senso racchiuso in questo disco è l’ideale di libertà posto prima di tutto. Libertà di scegliere ma soprattutto di interpretare la realtà che ci circonda, la scelta di una prospettiva arbitraria che rende ogni cosa mutevoleNelle nuvole ognuno di noi può elevarsi e vederci ciò che desidera. Si torna bambini, si galleggia nella semplicità e si fantastica in una dimensione onirica, quasi fiabesca.

Fanpage https://www.facebook.com/ RuggeroRicciOfficial

La parola chiave che rende meglio l’idea ce la offre direttamente il protagonista, con la sua consueta travolgente allegria e lo sguardo dolce e sognante: “Contaminazione”.

Il denominatore comune è il genere pop melodico, spesso e volentieri annacquato da un taglio elettronico che si amalgama perfettamente con le tendenze musicali del momento.
Lo si percepisce in brani come RespiroSuccedeUna piccola parte di me, dove l’arrangiamento è accattivante e rende giustizia a testi che si possono vivere in prima persona come fotogrammi che scorrono a raffica.

YouTube channel https://www.youtube.com/user/ RuggeroRicciVEVO
Al centro di ogni testo vi è la realtà delle cose, è come se ognuno di noi potesse intravedere frammenti della propria vita posti secondo un filo logico ben specifico; si intuisce dunque che i testi costituiscono il punto di forza del disco e ciò che rende unica ogni canzone è la voce del cantante, che sembra dare un peso specifico ad ogni parola, con intenzioni differenti quasi a voler accompagnare l’ascoltatore in un percorso sensoriale, dove ogni titolo può essere assimilato ad un colore differente.


Insomma La forma delle nuvole è un album che non ha età ed è per tutti i gusti. Un album ideale per viaggiare con la mente, come un libro che si lascia sfogliare con facilità, regalandoti una canzone per ogni stagione.

Il singolo, con relativo video disponibile su YouTube, che accompagna l'uscita del disco è Distratta-mente: “Può essere considerato un brano poliedrico che parla della routine quotidiana e nel quale chiunque può immedesimarsi in prima persona.” afferma il cantautore. “Il panorama - che prende in esame la società contemporanea - è alquanto desolante: la superficialità e l’apparire sono sempre al primo posto e sembra sempre più lontana e utopica la volontà di ogni individuo di dare valore al proprio io nell’essere se stesso ed andare contro-corrente.”



Tracklist
1. Cercando un lieto fine
2. Questo mio esistere
3. Il riflesso di me e di lei
4. Succede
5. Distrattamente
6. L'ultimo raggio di sole
7. Sopra ali di niente
8. Io dico ti amo
9. La forma delle nuvole
10. Una piccola parte di me
11. L'amore ti porta a cambiare
12. Invisibile
13. La condizione
14. Respiro
15. Il giorno della tua festa (Alessandra)
16. Indietro ancora


Biografia
Ruggero Ricci nasce a Lugo (RA) il 13/02/1989. Fin da bambino dimostra una forte predisposizione per la musica Soul-R&B con successivo inquadramento nel genere brit-pop. I suoi riferimenti principali sono: Amy Winehouse, Janis Choplin, Billie Holiday e James Brown. La passione per la musica lo spinge ad intraprendere la via della composizione di testi come autore e della didattica del canto, con la maturazione di un percorso incentrato in buona parte sull'esperienza live. Attualmente è cantautore per l’etichetta indie PMS Studio e docente di canto moderno presso "Accademia 49 ®" di Cesena.



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Frank Lavorino 339 6038451





sabato, novembre 4

L'intrigante electro-pop di Federico Carro torna con il nuovo disco Starlight


Federico Carro – Starlight

Dopo l'anticipazione di luglio con l'omonimo singolo in cui raccontava la storia di un fugace e casuale incontro divenuto complice sentimento per mano del destino, l'artista spezzino pubblica il secondo lavoro in studio e prosegue la narrazione delle tante sfaccettature dell'amore con un intrigante mix di suoni electro-pop e funk. Ad accompagnare l'uscita del disco sarà “Looking For Pain”, nuovo video-single.

Genere: electro - pop - funk
Label: Bentley Records
Distribuzione digitale: Bentley Records


Soundcloud https://soundcloud.com/user-580822418/sets/starlight-1


Si intitola Starlight ed è il secondo album di Federico Carro. Dopo l'anticipazione di luglio con l'omonimo singolo nel quale l'artista spezzino raccontava la storia di un fugace e casuale incontro divenuto complice sentimento per mano del destino, Carro prosegue la narrazione delle varie sfaccettature dell'amore con un intrigante mix di suoni electro-pop e funk. Sette brani su cui si dipanano synths atmosferici, ritmi sensuali e incalzanti per un viaggio attraverso stati d'animo saturi di sentimento e affetto.

Una scaletta intrisa di forti emozioni, studiata nel dettaglio per immergere l'ascoltatore nelle viscere di una storia d'amore che inizia e si svolge con un punto interrogativo: ella tornerà mai?

È ciò che Carro si chiede con la opener e nuovo video-single Looking For Pain, brano nato da una storia forse conclusa oppure no con una ragazza molto speciale, che egli attende nella speranza di rivivere e ricostruire il forte legame passato.

Nella successiva She's Not My Lover quell'amore ritornerà, ma per cercare di rovinare con la sua invidia e gelosia la nuova coppia che in Starlight si ritrova a ballare con complicità lasciandosi alle spalle le malelingue.

Ecco così che lo scorrere dei brani ci catapulta in un lungo viaggio che termina con Memories, dolci ricordi che affiorano in un percorso tanto impervio quanto magico e senza tempo chiamato amore.

Il videoclip del brano Looking For Pain, nuovo singolo del giovano cantautore spezzino in radio diffusione dal 18 settembre, è stato girato ad inizio agosto 2017 e le riprese si sono svolte, sia gli interni che gli esterni, in territorio lunigianese, più precisamente nella zona del comune di Aulla. La produzione e la regia sono state curate da Alessio Ciancianaini, regista ligure, che si è avvalso della collaborazione di uno staff di professionisti tutto locale.

Il videoclip, cantante a parte, vede come interprete la giovane attrice bolognese Alessandra Nardella. L’idea dietro al video nasce dall’atmosfera stessa della canzone, malinconica e che verte su sensazioni legate all’inquietudine interiore; la metafora visiva poggia su luoghi sia quotidiani, un appartamento ma semi-spoglio e asettico, sia più anomali, come stanze abbandonate, rovinate, grigie e sbiadite, come a richiamare un momento di caos interiore, durante il quale questa ricerca (“looking for pain”) non ha una direzione precisa e si rivela confusionaria. Forse, rimarrà alla fine del video il dubbio, non produttiva.



Tracklist
1. Looking for pain
2. She's not my lover
3. Starlight
4. Fahrenheit
5. Rising flame
6. Silent moon
7. Memories


Biografia Nato a la Spezia il 15 Giugno 1991, Federico Carro cresce a Vernazza, circondato dalla natura radiosa di quei luoghi, trascorrendo il suo tempo immerso nel panorama del mare e delle colline, disegnando e dipingendo paesaggi, traendone ispirazione per le sue successive opere. Al liceo il suo lato artistico emerge sempre di più, rivelando il suo interesse per il mondo della scrittura. Di lì a poco scrive infatti la bozza del suo primo libro “Il segreto del verziere”. Verso l’inizio del suo ultimo anno alle superiori, la sua affezionata amica d’infanzia conosciuta alle elementari è vittima di un incidente, un evento che fa cambiare rotta all’artista, spingendolo a dedicarsi principalmente al mondo della musica. Su quell’incidente scriverà una poesia all'amica dedicata, divenuta successivamente una canzone.

Sempre più interessato ad artisti pop quali Michael Jackson, Christina Aguilera, Celine Dion, Mariah Carey, Whitney Houston senza disdegnarne il lato più latin di Ricky Martin, Enrique Iglesias e Shakira, Federico inizia ad esibirsi a Vernazza e dintorni come imitatore di Michael Jackson.

Mentre continua nella stesura del suo romanzo “Il segreto del verziere”, cresce in lui l'interesse di incidere un proprio disco. Termina quindi “Come un lampo” (2015), primo album solista registrato al Nautilus Rec Studio di Carrara da cui viene estratto il singolo omonimo, foriero di rotazioni e interviste su diverse radio italiane e perfino una londinese effettuata interamente in inglese.

Il successivo "Brucerei il fuoco per te" si piazza in 36° posizione nelle classifiche degli artisti italiani indipendenti, 5° nella classifica degli emergenti e 2º per due settimane nella classifica “Absolute Beginners” di Rockol fra gli artisti esordienti più ascoltati in radio su tutta la Penisola. Viene quindi contattato dalla Bentley Records, casa discografica internazionale di New York già collaboratrice di Sony, Universal e Warner, che decide di promuovere il secondo album all'estero.

Un nuovo incontro con una ragazza canadese sfocia in una breve quanto intensa storia d’amore che lo porterà a dedicarle due canzoni, di cui una, “Starlight”, è il titolo del secondo album uscito il 18 settembre.


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giovedì, gennaio 31

Keronoise, nel nome del "post grunge"

band bergamo
di Alice Bevilacqua

Brescia - Attivi dal 1999, i Keronoise, band bresciana definita da più parti come ‘post-grunge’, possono vantare la partecipazione a diversi concorsi nazionali come il Bologna Music Festival e l’Italia Wave, oltre che contare nella loro produzione tre EP essenzialmente autoprodotti, tutto ciò a fronte di una storia piuttosto travagliata che li aveva portati nel 2009 ad annunciare la fine di questo progetto musicale. Ciononostante, dopo l’EP di debutto intitolato ‘L.P.V.’ del 2006 e il successivo ‘Odiomilano’ del 2008, la band è tornata con una formazione ampliata a cinque membri nel 2011 producendo ‘K’, EP di sei brani che non lascia alcun dubbio sul fatto che questa band bergamasca abbia ancora qualcosa da dire al panorama musicale italiano, e lo voglia fare con forza e determinazione. Non è difficile rintracciare le sonorità tipiche dei Keronoise all’interno dei vari lavori, per quanto si assista ad una chiara evoluzione compositiva che investe musica e testi, oltre alla decisiva novità della voce introdotta con ‘K’: le chitarre sempre molto presenti – distorte o pulite che siano – che si intrecciano in riff orecchiabili e la sezione ritmica che non passa inosservata (grazie a interessanti giri di basso e la trama talvolta inarrestabile della batteria) sono sicuramente elementi ricorrenti che caratterizzano la band, e rendono unitaria una produzione musicale che si concretizza in tre lavori altrimenti piuttosto diversi tra loro in quanto a stile e testi.Il debutto, ‘L.P.V.’ , è senz’altro una buonissima prova del talento della band, sensazione ampliata dal fatto che si tratta della prima incisione nella storia dei Keronoise e che per questo motivo sarebbe potuta risultare decisamente meno riuscita di quanto sia in realtà. Non c’è spazio per i dubbi: i Keronoise sembrano arrivare direttamente dalla fine anni ‘80/ inizio anni ’90 da una città chiamata Seattle, e in questo primo lavoro le influenze grunge si sentono con chiarezza in ogni canzone.


 Le tracce si aprono spesso con chitarre distorte che ricordano i Mudhoney di ‘Superfuzz Bigmuff’ e contengono riff decisi e possenti, ma tale impeto musicale è perfettamente equilibrato da brani più lenti e intimi come la conclusiva ‘Concubina del Diavolo’ o ‘Dolce Fragile’, brano quest’ultimo che ricorda da vicino canzoni come ‘Black’ dei Pearl Jam di Ten. Un’EP nel complesso equilibrato che non risulta affatto scontato, pur ispirandosi fortemente agli elementi più frequenti del grunge. Altro pianeta sembra essere ‘Odiomilano’: la componente grunge perde la sua forza iniziale in favore di una velocità e un’aggressività più intense, accompagnate da testi più variegati e attinenti alla realtà sociale rispetto a quelli del debutto, ma le sei tracce lasciano faticosamente un’impronta in chi le ascolta, somigliandosi un po’ troppo e riproponendo spesso lo stesso ritmo e le medesime linee vocali, pur contenendo a tratti fraseggi interessanti e parti di batteria che catturano l’attenzione, come in ‘Nulla è perso’. L’ultima fatica completa della band, ‘K’, risulta invece fin da subito più elaborata e ricercata in ogni elemento rispetto al predecessore: la diversa voce ora più profonda dà nuova carica alla musica dei Keronoise, ma le differenze non si fermano a questo. I brani presentano strutture meno semplici e lineari, arrivando a veri e propri ‘grovigli’ musicali come nella conclusiva ‘Giorni Persi’, traccia che si distingue prepotentemente dalle altre. L’attenzione compositiva è forse più profonda che negli altri lavori della band, tuttavia l’EP conserva il medesimo stile canzone dopo canzone – elemento che può essere giudicato in vario modo – con l’eccezione della citata ‘Giorni Persi’, e ‘cade’ talvolta in riff che riprendono fin troppo fraseggi di chitarra già sentiti, come in ‘Non Servi Più’. Nel complesso, comunque, ‘K’ fa ben sperare per il futuro dei Keronoise, e con qualche elemento di originalità in più sarebbe stato sicuramente l’ottima prova della rinnovata grinta di questa band. Attualmente i Keronoise stanno lavorando a nuovi pezzi – che dovrebbero essere una decina – e hanno annunciato la decisione di iscriversi all’Italia Wave anche quest’anno presentando due pezzi dell’ultimo lavoro, ‘Burattini’ e ‘Non Servi Più’, rispettivamente la seconda e la quinta traccia di ‘K’. Le preproduzioni sul nuovo materiale non sono ancora state registrate, anche se alcuni nuovi brani che saranno probabilmente inclusi nel nuovo EP vengono già suonati dal vivo dalla band; è stata invece diffusa recentemente un’interessante demo intitolata ‘Western Story’, caratterizzata da uno stile piuttosto differente da quello che ci si aspetterebbe di sentire dai Keronoise di ‘Odiomilano’ e ‘K’, e ciò lascia sicuramente un’impressione più che positiva sulla futura produzione di questo grintoso quintetto bresciano. 
Alice Bevilacqua

band emergente bergamo


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mercoledì, dicembre 12

Out Of Place Artifacts: nel nome del baroque-pop


Mi ricordo ancora quando nel 2005 il mio amico canadese mi disse: “ascolta questo gruppo, stanno diventando davvero famosi in Canada adesso”. Si trattava degli Arcade Fire quando pubblicarono il loro primo disco. Oggi questo specifico genere baroque-pop ha molti sostenitori anche in Italia. Noi vi consigliamo di ascoltare questi Out Of Place Artifacts. Profondamente influenzati stilisticamente dal chamber-pop canadese e statunitense (Arcade Fire, The National, Neutral Milk Hotel, R.e.m.) gli Out Of Place Artifacts vengono da Roma. Un progetto nato già nel 2005 dall’incontro di un violinista folk, un chitarrista new wave ed un pianista compositore di colonne sonore. Tre persone distinte che hanno alle proprie spalle un bagaglio musicale diverso tra loro: jazz, musica strumentale, ambient, ma anche una buona dose di indie rock, post-rock e pop con ampio respiro strumentale. C’è comunque una cosa importante, che stabilisce il fondamentale equilibrio dei tre: suonare insieme è stato come trovare, lentamente (davvero lentamente) un terreno in comune dove ognuno poteva far valere le proprie influenze. Infatti dovevano passare ben sette anni per far rilasciare ai ragazzi il primo EP intitolato “Irrelephant”. Detto questo è ovvio che dietro questa musica ce una filosofia particolare che di certo non punta al successo istantaneo ma a una qualità riservata ai amanti del genere ed a un valore da condividere con il prossimo che sarà in grado di apprezzarlo al meglio. Sul EP troviamo quattro pezzi,  due più intimisti, ossia “Vetiver” ed “Internoise”, e due incursioni verso il post-rock, “Diavoli nella Polvere” e “Full Obsession Of Coffe”. Nella Internoise entriamo subito in una atmosfera epica, con il pezzo che supera i sette minuti, girando intorno al tema principale. Una melodia empatica, le chitarre e basso ricordano i mentori del genere: U2. Manca forse un più distinto picco emozionale. Sulla lenta “Veltiver” invece non manca proprio niente! Una tenera ballata, guidata dal piano e un violino folk che sembra dare il calore di un pub autunnale irlandese. La voce si affianca bene e l’arrangiamento è impeccabile. Bellissima. Nella “Full Obsession Of Coffe” si sposano l’indie e il folk: i Raveonettes entrano in quel pub irlandese e cominciano ad animare il violinista folk, tutti in piedi, si balla! “Diavoli nella Polvere ” è il pezzo più complesso del EP, ma allo stesso tempo orecchiabile. Una malinconica sinfonia con arrangiamenti a momenti quasi orchestrali alla ricerca di atmosfere intime ed autunnali.     
 b.b. (non sono bridgitte)