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venerdì, maggio 10

Il rock adrenalinico dei Cato


A cura di B.B ( non sono Brigitte.. ).

Il viaggio della band CATO inizia nel 2009 quando il musicista Roberto Picinali da forma ad un nuovo progetto musicale.

Il disco Oceano Di Sogni in cui sonorità rock adrenaliniche si alternano a ritmi liquidi con impronte blues viene interamente scritto, suonato e prodotto da Roberto. Nel Novembre 2011 la collaborazione con la casa discografica indipendente Interludio permette alla band la creazione di un singolo che in poco tempo porta la conoscenza dei CATO al grande pubblico: Princess.

Il 2012 è un anno cruciale per i CATO, mai come ora sono richiesti nei locali e il loro nome si fa strada tra le band della bergamasca esibendosi anche in versione acustica. In otto mesi il power trio colleziona più di 25 live suonando tre date all’estero (Lugano, Coira e Zurigo), durante le quali è da annoverare l’importante collaborazione con l’artista Ivano Parolini, che nel tour estivo li accompagna con mostre delle sue opere e creando una fusione poetica tra musica e arte.

Cato Band

Abbiamo ascoltato i brani presenti su Soundcloud, dove troviamo anche le canzoni meno recenti che spaziano in più direzioni, dall'hard-rock, al blues. Sono pezzi non elaboratissimi ma mai banali, direi con una certa tendenza al live. Bella anche l'atmosferica “Televisione”, pezzo rock-blues sporco. I nuovi pezzi si aprono a nuove possibilità artistiche. “Silenziosamente continua da dove Televisione finisce. Un riff sporco alla chitarra ora non più stile rock-blues ma trasformato in una visione diciamo più emotiva e post-rock. “Princess invece è un pezzo cantato in inglese, dove più prorompente è il ritmo con il suo groove sensuale. Da rimproverare comunque il ritornello troppo classico e poco emozionante. Ci voleva più invenzione alla The Hives.

La direzione per i nuovi pezzi dunque sembra buona, fresca. Speriamo per un buon LP a breve!





giovedì, febbraio 7

Gambardellas - "Sloppy Sounds"



Gambardellas

Preceduto da un bel video, dal vago sapore wachowskiano, per il lancio del singolo "Flash",  esce l'album SLOPPY SOUNDS (BigWave Records/Audioglobe)  disco di esordio di GAMBARDELLAS. Sotto questo nome si cela l'eclettico musicista  bergamasco Mauro Gambardella, che nel video  vediamo suonare  da solo e contemporaneamente tutti gli strumenti. Mauro nasce come pianista ma scopre ben presto che la sua vera passione è la batteria e con questo strumento  ha dimostrato di essere un musicista duttile e di spessore, calcando la scena indie/rock italiana da diversi anni. Innumerevoli, infatti, sono state le collaborazioni  sia in studio che live con numerosi gruppi e artisti italiani fra cui  TheeJonesBones, George Merk, the R’s (con cui ha partecipato al CMJ festival di New York) e Paletti, interessante cantautore italiano con cui è attualmente in tournè. Per la registrazione dell’album, Gambardellas si è affidato alle sapienti mani e al mixer di Fabio Trentini - produttore, tra gli altri, del gruppo alternative metal  tedesco dei  Guano Apes a cui ha aperto la strada verso il mercato americano. Il connubio ha dato i suoi frutti.  La musica esce potente, adrenalinica. Garage rock, power pop, vintage rock,  heavy metal  chiamatela come volete,  il risultato  è un vortice di pulsazioni trascinante che ti impedisce di stare fermo e va dritto al cuore. Gli arrangiamenti sono molto ben curati. “Flash” la traccia relativa al singolo è accattivante, Mauro pesta duro, ottimi  il riff di chitarra  e il  ritornello tormentone sparati ad alta velocità. Bella la voce e i coretti di accompagnamento. Le tracce si susseguono senza sosta,  dissotterrando sonorità vintage ormai  dimenticate da BB King agli Status Quo,  dai Gran  Funk ai  Cult ( “Freeway”, “Josh” e “Needs”) . L’inizio di “Tito” ricorda un po’ troppo “Rock Lobster” dei B52’s ma si riprende nel finale con alcuni spunti interessanti. Shine” è uno dei pezzi più belli del disco, melanconia sparata a manetta, bella la voce, ottime chitarra e sessione ritmica. Molto interessante anche  “Smile” con uno splendido finale. "Valley" infine è una delle perle del disco con un incedere sincopato, ma con suono potente e voci filtrate,   sembra di sentire Ian Astbury accompagnato dai Velvet Underground. Concludendo si tratta effettivamente di un album “sloppy” ovvero con una miscela musicale non troppo definita, ruvida, mischiata ma comunque coinvolgente, che oltre al pregio di riportare alla luce sonorità ingiustamente dimenticate, contiene al suo interno alcune perle che fanno ben sperare per il futuro di Gambardellas e del                                    rock alternativo italiano      
by Ssolvio                                                                                                                                








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